Caro Drake – lettera ad Enzo Ferrari | Il Bullone

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Di Michele Fagnani

Caro Drake,

ho deciso di scriverle perché penso che solo con il suo aiuto possiamo risollevare le sorti della nostra amata Ferrari. Negli ultimi due anni abbiamo lottato per gran parte delle stagioni ad armi pari con i «mostri» della Mercedes, per poi veder svanire le nostre ambizioni.

Alla fine dello scorso campionato sono stati apportati dei cambiamenti sia a livello dirigenziale, sia a livello di piloti, dando fiducia a un giovane di belle promesse. Credo che abbia sorriso a quest’ultima scelta, data la sua lungimiranza nel lanciare giovani talenti. In Charles Leclerc sono convinto che Lei apprezzerebbe una qualità che in passato ha attribuito ad un pilota a cui ha voluto molto bene, il compianto Gilles Villeneuve, ossia la combattività. Eppure le cose non sono andate affatto bene fin qui. 

Lei sosteneva che la fortuna e la sfortuna non esistono. Quest’anno forse non ė sempre stato vero, un po’ di malasorte possiamo invocarla, specie quando un problema di affidabilità ha impedito a Charles di celebrare la sua prima vittoria in Formula 1.

Sempre Lei diceva che la macchina da corsa perfetta è quella che si rompe appena dopo il traguardo. Purtroppo in Bahrein si è rotta appena prima!

In tante altre occasioni invece o hanno sbagliato i piloti, o si sono sbagliate le famose strategie. Per non parlare di come viene applicato il regolamento che, al di là di come uno la pensa, sicuramente ha danneggiato la Rossa, punendo Vettel e non punendo Verstappen, a danno di Charles. Ora dovrebbe esserci stato il via libera alle ruotate che tanto piacciono ai piloti, dovremmo vederne delle belle.

Quello che ci serve di più, ed è per questo che auspico un suo intervento «dall’alto», è di compattare il gruppo e togliere quel senso di confusione, che sembra trasparire all’interno della squadra, che ha finito per penalizzare i risultati sportivi oltre misura.

Sono convinto, e credo che sia d’accordo con me, che il materiale umano sia di prim’ordine e meriti di stare dove sta. Bisognerebbe solo togliere un po’ della pressione che li opprime e li porta a sbagliare delle scelte che a volte sembrano banali. Succede ai tecnici, succede ai piloti. Specialmente Vettel, pur essendo quattro volte campione del mondo, spesso dà l’impressione di non saper reagire alle difficoltà nel modo corretto.

Fotomontaggio di Tommaso Fenagni

Lei ci insegnava che la macchina migliore è quella che deve essere ancora costruita. Non direi che l’attuale Sf90 sia una macchina sbagliata, in qualche frangente ci ha dimostrato di essere competitiva, soprattutto nei circuiti dotati di lunghi rettilinei dove la potenza del nostro motore si è messa in risalto.

Ci manca, insomma, un po’ del suo carisma e del suo temperamento per far girare al meglio tutta la scuderia.

È vero che non si vince da tanti anni, ma il fascino della Ferrari è rimasto immutato e i bambini continuano a colorare di rosso le macchine da corsa che disegnano!

Da parte mia, non posso che condividere una delle sue frasi più celebri: «Non si può descrivere la passione, la si può solo vivere».

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