BULLISMO, COME SI AFFRONTA?

BULLISMO, COME SI AFFRONTA?

di LAURA LONGOBARDO

Immagine di evidenza: www.polizialocalevimodrone.it

Il bullismo oggi è considerato una “moda”. I ragazzi o le ragazze più forti, più grandi o semplicemente più sicuri di sé, si sentono invincibili e vogliono far vedere a tutti di che pasta sono fatti. Altre volte un ragazzo diventa un bullo solo per essere ammirato o per diventare popolare tra i suoi compagni di classe, ignorando il dolore, che sia fisico o psicologico, infligge alla vittima.

Ci sono diversi tipi di bullismo: il bullismo psicologico (insulti), cyber bullismo (via internet) e quello più grave, quello fisico.

La vittima raramente riesce a difendersi da un ragazzo/a fisicamente più grande, sia per paura che per insicurezza, e finirà per subire. Ma non sempre le cose vanno così: un ragazzo che ha delle abilità nelle arti marziali, o comunque abili nel combattimento, per esempio nel karate, molto difficilmente subirà senza reagire.

Invece di subire e poi denunciare (cosa difficile da fare), un ragazzo/a che pratica arti marziale da parecchi anni assume una consapevolezza di se stesso e delle sue forze che gli permetterà di non sottomettersi, né psicologicamente, né fisicamente. Difenderà anche qualcuno in difficoltà, come è capitato a me una volta, pur rimettendoci un occhio o un labbro.

E’ una questione di rispetto e solidarietà.

Nel mio caso, non ero la vittima presa di mira dal ragazzo più forte, ma ero la ragazza accorsa in aiuto.

Avevo assistito alla scena di bullismo iniziale, un ragazzo aveva cominciato ad infastidire con insulti e battute pesanti una ragazza più piccola di lui, ma nel giro di pochi minuti è passato dagli insulti agli spintoni. In quel momento ho sentito il dovere di difenderla, come se dentro di me si fosse acceso un fuoco.

Io, a differenza della ragazzina, grazie al karate ho sviluppato molta sicurezza in me stessa e molta grinta. Forse per questo motivo la prima cosa che ho fatto è stata mettermi in mezzo, senza pensarci due volte.

Appena ho avvertito la tensione della situazione a pochissimi centimetri da me, ho sentito in corpo il doppio della forza e della sicurezza, una scarica di adrenalina. Non era mia intenzione essere vista come un’ «eroina», in quel momento volevo solo un obbiettivo in testa: fermare quel sopruso.

Per superare questi problemi ci vuole molto coraggio, sia per affrontare il bullo di persona, sia per denunciarlo ad un adulto; molta sicurezza in se stessi e molta grinta sono a volte indispensabili.

Ricordate: sempre avere la testa alta! Nessuno ha il diritto di mettervi i piedi in testa, nessuno.

Siate persone forti, non piegatevi. La vita non si ferma alla scuola. La sfida più difficile è rimanere sempre sé stessi e camminare a testa alta per i corridoi. Non lasciate che nessuno distrugga la vostra forza interiore. Siate individui! Un giorno quello che vi sarà stato fatto farà più male al carnefice. Chi è stato vittima di bullismo è un sopravvissuto come chiunque affronti una battaglia con la vita. Troppi giovani hanno perso se stessi perché pensavano che il mondo dovesse finire dietro i banchi di scuola, ma non è così. Rialzatevi, fate vedere a tutti che nessuno può dettare legge sulla vostra vita.

Scrivi un commento su questo articolo

Articoli recenti