Akamai, cosa accade in un minuto su internet | Il Bullone

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Di Chiara Malinverno

Vi siete mai chiesti cosa sia Internet e come funzioni? Avete mai pensato a cosa si nasconde dietro a un click, o che conseguenze può avere navigare sul web? A queste e ad altre domande i B.Livers hanno chiesto risposta al team di Akamai, azienda leader nella distribuzione di contenuti online. 

Come ci racconta Marco GiustiMajor Account Executive di Akamai, la fondazione di questa azienda si deve a Daniel Lewin e Tom Leighton, matematici del MIT (Massachusetts Institute of Technology),che sul finire degli anni ’90 hanno intuito la necessità di rendere internet accessibile a tutti e capace di fare business. 

Dopo quell’intuizione avuta nel 1998 e i momenti di crisi che l’hanno seguita, oggi Akamai è un’azienda il cui fatturato si aggira intorno ai tre miliardi di dollari. 

Ogni giorno, spesso senza saperlo, almeno il 90% di noi entra in contatto con Akamai, tanto che questa impresa, il cui nome significa «intelligente» in hawaiano, vede passare quotidianamente sotto il suo controllo, fra il 15% e il 30% di traffico dati mondiale. 

L’evoluzione e la crescita di Akamai coincidono con il cambiamento e lo sviluppo del mondo di Internet. Stando a quello che disse nel 2010 Eric Schmidt, CEO di Google: «le informazioni create dall’alba della civiltà al 2003, corrispondono al quantitativo di informazioni create oggi in un solo giorno».

La crescita esponenziale raccontata da Eric Schmidt, fa ancor più effetto se pensiamo a cosa accade sul web in un minuto nel 2019. Come ci mostra Valentina Angeleri, Solution Engineer di Akamai, in sessanta secondi su internet vengono inviate 188 milioni di mail, vengono visti oltre 4,5 milioni di video, sono spediti 41 milioni di messaggi e vengono compiute molte altre azioni che, se sommate, creano numeri da capogiro

Tutto questo materiale condiviso, inviato e scaricato, come è intuibile, non arriva per magia sui nostri pc o sullo schermo dei nostri telefonini: ogni file, ogni video o audio devono compiere un viaggio. Un viaggio che parte dal nostro computer, passa attraverso la rete internet, arriva in un data center e si prepara per ricominciare.

Valentina Angeleri ci spiega come questo percorso che collega sorgente e destinatario, non sia un viaggio gratuito, né ecologico, nonostante noi si sia abituati a immaginare internet come un mezzo che ci permette di aver tutto a portata di mano senza costi, se non pochi euro di abbonamento con il nostro operatore. 

Secondo il Click clean reportdel 2017, il 7% dell’energia globale è consumata per permettere l’accesso a Internet. 

Questo perché Internet non significa solo ricerca, click e informazioni. Esso racchiude un mondo composto da devices, networks, data centers che necessita di energia. 

Per darvi un’idea, secondo The Carbon Footprint of the Internet, una ricerca su Google può produrre fino a 7 grammi di CO2, al pari di far bollire una tazza di the o di guidare un’auto per una quindicina di metri; mentre spedire una semplice mail ne produce circa 4 grammi, numero che si alza esponenzialmente, fino ad arrivare a 50 grammi, quando alleghiamo file di grandi dimensioni. 

Moltiplicando questi dati con l’attività svolta in un minuto online, arriviamo a ottenere che, con la stessa quantità di COprodotta dall’invio di un minuto di mail, potremmo percorrere oltre 40 volte la circonferenza terrestre. 

Un dato impressionante che obbliga a parlare di sostenibilità e di ecologia anche riguardo a Internet. Per questo Akamai, così come molte altre aziende del settore, si impegna all’utilizzo di energia rinnovabile e all’ottimizzazione delle risorse energetiche.  D’altro canto, anche in questo settore la partecipazione e l’impegno dei singoli riveste un ruolo centrale. Pensate a quante mail inutili riceviamo o a quanti post potremmo non condividere? 

La necessità di rivedere le nostre abitudini e di utilizzare Internet in maniera consapevole, non riguarda solo l’impatto che questo ha sull’ambiente, ma anche le conseguenze dirette che ha su di noi.

Pensate a ciò che postiamo ogni giorno sui social. Se foste consapevoli che tutto ciò che postate non verrà mai cancellato o addirittura potrà essere usato contro di voi lo condividereste ugualmente? 

Senza creare allarmismi inutili, è necessario che si acquisisca consapevolezza e che ci si assuma le proprie responsabilità

Come ci spiega Stefano Buttiglione, Manager EMEA CyberSecurity di Akamai, tutto ciò che avviene su Internet, vi rimane per sempre. Per questo è necessario imparare a proteggersi. Password sicure e mail inattaccabili sono necessità a cui nessuno può sottrarsi, se desidera proteggere la sua identità. 

Internet non è un mondo etereo o nebuloso, ma è un mondo concreto fatto di reti e strutture e come qualsiasi mezzo contiene pericoli e insidie. Che sia il caso di utilizzare Internet con coscienza e intelligenza?

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