Abitudini per essere più sostenibili #2 | Il Bullone

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Di Eleonora Prinelli

MAI PIÙ COTONE USA E GETTA PER STRUCCARSI

Le donne italiane passano oltre un anno della propria vita a struccarsi. Già, perché se una donna si trucca ogni santo giorno, verosimilmente si dovrà anche struccare. E per farlo, almeno da quando io ho memoria, si utilizzano morbidissimi dischetti di cotone usa e getta sui quali si versa il latte detergente. Peccato che questi dischetti utilizzino il 16 % dei pesticidi nel mondo, estremamente tossici non solo per l’ambiente, ma anche per umani e animali. Queste sostanze chimiche infatti, oltre ad uccidere i parassiti delle piante, si diffondono nel suolo, nell’acqua e nell’aria, distruggendo interi ecosistemi e vite umane. Ma un’alternativa sostenibile esiste! I dischi di cotone bio, lavabili e riutilizzabili. Funzionano proprio come quelli usa e getta, solo che possono essere messi in lavatrice e riutilizzati tutte le volte che si vuole. Questo metodo non solo riduce il nostro impatto ambientale, ma ci permette di risparmiare. Nei supermercati, infatti, il cotone usa e getta costa dai 2 ai 3 euro a seconda delle marche e si trova sempre confezionato in costosi packaging di plastica, anch’essi dannosi per l’ambiente. 

Esistono numerose varianti di prodotti struccanti riutilizzabili, ecco qualche link utile: 

Allo’Nature: https://www.bioveganshop.it/it/per-la-cosmesi/993-dischi-di-cotone.html           

Tendances D’Emma: https://www.tendances-emma.fr/5-femme-eco-belle 

RIDUCIAMO IL PACKAGING, COMPRIAMO NEI NEGOZI ALLA SPINA

Abbiamo prodotto 9 miliardi di tonnellate di plastica nel mondo a partire dagli anni 50, di cui il 91% non è mai stato riciclato. Per contrastare questo andamento disastroso dobbiamo ridurre drasticamente il packaging superfluo, oppure sostituirlo, dove possibile, con soluzioni biodegradabili.  Qualcosa si sta finalmente muovendo in questo ambito. L’altro giorno ho acquistato un biglietto di auguri avvolto in un packaging che aveva le sembianze della plastica ma che riportava la dicitura di involucro biodegradabile, prodotto attraverso la lavorazione del mais. Non sarà certo la soluzione a tutti i nostri problemi, ma è già qualcosa. Il maggior spreco di imballaggio plastico avviene all’interno dei nostri supermercati, dove per risparmiare tempo si acquistano due finocchi confezionati piuttosto che doverli pesare. Il più grande controsenso della civiltà occidentale. Ma perché mai?  

Per contrastare questa follia possiamo iniziare a fare una spesa leggera, sfusa ed ecologica nei supermercati alla spina. Pian piano si stanno diffondendo in tutta Italia, e se ne trovano alcuni anche a Milano. Per fare la spesa basta munirsi di barattoli, vasetti e contenitori vari. Si può trovare di tutto: frutta e verdura, cereali, legumi, vino e altre bevande, ma anche detersivi e prodotti per il corpo. Tutto rigorosamente sfuso. 

I negozi alla spina ci permettono di ridurre al minimo rifiuti e imballaggi di troppo, avvicinandoci ad uno stile di vita più sostenibile. Perché non provare? 

Link utili:

Negozio leggero, Milano: www.negozioleggero.it

Effecorta, Milano: www.effecorta.it 

Biosballo, Sesto San Giovanni (MI): www.biosballo.it

BASTA PLASTICA NEL MARE, ARRIVANO LE CANNUCCE ECOFRIENDLY 

Se ne consumano più di un miliardo al giorno in tutto il mondo, ma non possono essere riciclate. Moltissime finiscono sulle spiagge e nei mari, ferendo e uccidendo gli animali marini e degradandosi lentamente in particelle di micro plastica. Venti minuti di utilizzo e cinquecento anni per smaltirle. Parliamo di cannucce, sì. E il bello è che senza di esse le bevande non cambiano sapore. Sono semplicemente qualcosa di futile, al quale siamo talmente abituati da non rendercene neanche conto. La cannuccia è quell’oggetto che ci fa sorseggiare il nostro cocktail con tutt’altro charme. Quell’oggetto che ci permette di bere comodamente dal bicchiere mentre camminiamo per strada, altrimenti come faremmo? Non possiamo perdere tempo a fermarci per bere un caffè, una coca o un frappuccino. Specialmente negli USA, dove giuro di aver visto una mia amica statunitense bere dell’ACQUA con la cannuccia, mentre camminavamo per le strade di New York. Quando le ho chiesto il perché lei mi ha risposto: «Beh… altrimenti mi sbrodolo, ovvio». Tutto fantastico. Peccato che le cannucce inquinino, e tanto. E allora, se proprio non riusciamo a rinunciare a questo comfort, almeno cerchiamo di trovare delle soluzioni ecofriendly. Esistono delle cannucce in acciaio inox pieghevoli, portatili e riutilizzabili, che si possono inserire comodamente all’interno di un piccolo porta chiavi. Ne esistono altre completamente biodegradabili perché fatte di materie prime rinnovabili, come la carta. Questo permette loro di decomporsi naturalmente, senza inquinare o ferire gli animali marini. Infine, ebbene sì, sono state inventate le cannucce commestibili! Realizzate solo con acqua, amido di mais e zucchero glassato, sono una valida alternativa alle cannucce tradizionali oltre che, perché no?, una nuova tendenza. Infatti dal momento che ne esistono di vari gusti, questa soluzione aggiunge sapore al drink senza alterarlo, e anche una parte «solida» da mangiare una volta finito il cocktail. Inoltre esse mantengono la propria rigidità all’interno della bevanda fino a 40 minuti e, se ben conservate, si mantengono nel proprio involucro per 2 interi anni. 

Certo, ci vorrà del tempo prima che ognuno di noi vada in giro con una cannuccia portatile o commestibile, ne sono consapevole. Ma essere informati è il primo passo. 

Ecco qualche esempio, a questi link:

FinalStaw- cannuccia riutilizzabile e pieghevole: https://finalstraw.com/ 

SORBOS – cannucce commestibili: https://www.igreengadgets.it/prodotto/cannucce-commestibili-ed-aromatizzate/  

Abbiamo tanti modi a disposizione per ridurre il nostro impatto ambientale. Non è vero che non serve a niente. 

Noi possiamo gradualmente (ma velocemente!) renderci protagonisti di una rivoluzione ambientale, senza rinunciare alla qualità, ma adeguandoci alle esigenze del nostro tempo. 

Se ognuno di noi fa la differenza, allora TUTTI fanno la differenza. E il mondo ci ringrazierà. 

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