LA STORIA DI GIULIA

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Di Giulia Carrer

La mia storia comincia nell’estate del 2011. Nel mese di agosto (avevo diciassette anni) mi erano comparsi dei lividi sul corpo dei quali non riuscivo a spiegarmi l’origine e la cosa strana era che al posto di riassorbirsi diventavano sempre più grandi e scuri, in più accusavo un senso di stanchezza che durava tutto il giorno.Una volta tornati dalle vacanze, preoccupati e ignari di tutto, abbiamo consultato un dottore che mi ha prescritto un esame del sangue specifico per vedere se ci fosse una malattia ematica o magari qualche cosa d’altro. Il giorno seguente al pronto soccorso in attesa dell’esito, venne nella stanzetta dei prelievi una dottoressa che mi spiegò che questi sintomi in genere sono associati a una malattia del sangue, la leucemia e che avrei dovuto assolutamente recarmi all’ospedale San Gerardo di Monza per approfondire.Nel Day Hospital di Ematologia Pediatrica, ancora in lacrime per la notizia,feci un prelievo di midollo osseo che confermò pienamente quel sospetto: avevo la Leucemia Promielocitica Acuta. Dopo la dolorosa scoperta fui ricoverata immediatamente nel reparto dove poco dopo ha avuto inizio il mio periodo di lotta tra chemioterapici, arsenico, dolori calmati dalla morfina, prelievi di midollo osseo ogni tre mesi, complicanze all’esofago e di conseguenza gastroscopie per monitorare la situazione, poi ancora ricoveri per febbre o per ricominciare la chemioterapia.

Tutto questo fino ad Aprile 2012 quando mi comunicarono che avevo finito con le chemio e i ricoveri e avrei dovuto iniziare a  prendere le pastiglie di chemioterapia e fare i controlli in giornata. Inutile dire che quella notizia suscitò in me e nella mia famiglia una sensazione di sollievo, anche se la preoccupazione per il futuro non si era certo dissolta. Ora mi sento bene e da quando ho smesso di prendere le medicine ho ricominciato a vivere la mia vita appieno. Sfrutto ogni occasione al meglio e ho capito quanto può essere importante e preziosa la vita, ma ora sono anche consapevole che in un secondo potrebbe finire tutto.

Durante questo percorso sono cresciuta molto, sono cambiata e ora posso dire che quasi nulla mi fa paura. Quindi adesso vivo più che mai e mi sento emozionata a scrivere queste parole per dare la mia testimonianza a chi ne ha bisogno, che si può vincere questa battaglia.Durante la malattia ho potuto conoscere aspetti diversi della vita come il dolore e la gioia, e ho potuto condividere tutto questo anche con persone nuove che poi sono diventate amiche e che sapevano perfettamente che cosa stavo provando in quel momento. Spesso mi sono sentita sola, non avevo molta voglia di parlare specialmente durante i ricoveri in ospedale, perché non è semplice essere catapultata in quelle mura fredde e sterili da un giorno all’altro e non è  semplice perdere tutto quello che hai costruito fino a quel momento.Fortunatamente anche nelle peggiori situazioni ci sono dei risvolti positivie uno di questi è stato conoscere un’associazione (la Magica Cleme) che sioccupa di far svagare i bambini e ragazzi (e i loro genitori) mentre sono in cura o hanno finito da poco. Con loro, tra le varie iniziative, si vanno a fare delle gite in posti favolosi e in una di queste, per me speciale, a Madonna di Campiglio, ho conosciuto una ragazza bellissima, intelligente e davvero carina in tutti sensi. Si chiama Denise Corbetta. Con lei mi sono trovata subito benissimo ed è nata un’amicizia molto importante. Ora siamo diventate inseparabili. È sempre grazie a lei che ho potuto ricredermi sull’amore perché mi ha presentato Kristian, una persona fantastica: ora stiamo insieme.  Durante la stessa occasione ho conosciuto anche Eleonora Bianchi alla quale è impossibile non voler bene.Grazie a loro sono venuta in contatto con B.LIVE, un’associazione composta da volontari e da persone che come me hanno avuto gravi problemi di salute, come ad esempio Paolo Crespi, un ragazzo coraggioso e tenace che ammiro molto.

B.LIVE dà delle opportunità veramente interessanti legate al mondo del lavoro, infatti abbiamo collaborato con diverse aziende per creare gioielli,borse e capi di abbigliamento che portano il nostro marchio. Dal percorso particolare della mia malattia sono arrivate anche delle delusioni dalla famiglia e dagli amici, ma questo per me ora è il passato perché nel presente ho ritrovato la felicità e persone nuove con cui condividere tutto ciò che mi circonda.Il ringraziamento più grande comunque va ai miei genitori che non mi hanno mai abbandonata e che mi hanno aiutata a far crescere dentro di me la forza che mi ha permesso di affrontare e vincere la mia battaglia.

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